Introduzione: un tema spesso frainteso, ma fondamentale
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di pH, di “acidità dell’organismo” e di strategie per “alcalinizzare” il corpo. Molti di questi concetti vengono divulgati in modo superficiale o poco scientifico, generando confusione tra i lettori. Eppure, l’equilibrio acido-base rappresenta una delle funzioni fisiologiche più finemente regolate del corpo umano, e anche alterazioni minime possono influenzare benessere, energia, metabolismo e capacità di recupero.
Il dottor Marco Casati, biologo nutrizionista, ha dedicato numerose analisi a questo tema, sottolineando come l’equilibrio del pH non vada interpretato come una “moda alimentare”, ma come un indicatore del buon funzionamento cellulare e metabolico. Da questa visione nasce anche ALKA-CELL, un integratore per la regolazione del pH, un vero sostegno ai meccanismi di regolazione acido-base dell’organismo.
In questo articolo analizziamo cos’è realmente il pH, perché il corpo lotta costantemente per mantenerlo stabile, come l’alimentazione può influenzare (indirettamente) questi meccanismi e in quali situazioni un supporto nutraceutico può rivelarsi utile.
Che cos’è il pH e perché l’equilibrio acido-base è così importante
Una definizione semplice, lontana dai luoghi comuni
Il pH è una misura della concentrazione di ioni idrogeno in una soluzione, e indica quanto quella soluzione sia acida o alcalina. Nel corpo umano non esiste un solo pH, ma diversi pH specifici per ogni area fisiologica: il sangue è leggermente alcalino (intorno a 7,35–7,45), lo stomaco è fortemente acido, l’intestino tenue è neutro-alcalino, la pelle è lievemente acida.
Il nostro organismo ha sviluppato sistemi di regolazione estremamente precisi per mantenere ogni compartimento al proprio pH ideale, perché anche variazioni minime possono influenzare:
- attività enzimatica
- metabolismo energetico
- ossigenazione cellulare
- eliminazione delle scorie
- infiammazione sistemica
Gli studi confermano che la regolazione del pH è uno dei processi più critici per la sopravvivenza cellulare. Una revisione del New England Journal of Medicine lo definisce “un equilibrio imprescindibile per il funzionamento biologico”.
L’alimentazione influisce sul pH? Sì, ma non nel modo in cui spesso si crede
Uno dei miti più diffusi sostiene che “i cibi acidi rendano acido il sangue”. In realtà non è così. Il sangue mantiene il suo pH entro valori strettissimi, indipendentemente dalla dieta.
Ciò che cambia, invece, è il carico acido o alcalino che il corpo deve compensare attraverso:
- reni
- polmoni
- sistemi tampone intracellulari
Alimenti molto ricchi di proteine animali, sale o zuccheri generano un carico acido che richiede un maggior lavoro renale. Al contrario, frutta, verdura e alimenti ricchi di potassio favoriscono processi di compensazione alcalina.
Il punto non è “rendere alcalino il sangue” – cosa impossibile con la sola alimentazione – ma ridurre il carico acido cronico, condizione associata a infiammazione di basso grado, perdita di minerali, stanchezza e peggioramento della funzionalità renale nel lungo periodo.
Il dottor Casati affronta in modo chiaro il ruolo dell’alimentazione nella regolazione dell’infiammazione, tema che si collega direttamente al pH, perché un corpo che consuma molte risorse compensative tende ad infiammarsi più facilmente.
pH, stanchezza e metabolismo: esiste una connessione?
Il ruolo dei sistemi tampone
Quando il corpo è costretto a smaltire costantemente un eccesso di carico acido, utilizza sistemi tampone che consumano minerali come calcio, magnesio e potassio. Questo può portare nel tempo a una sensazione di stanchezza, difficoltà di recupero muscolare, crampi, e peggioramento della qualità del sonno.
Alcuni studi indicano che diete ad alto carico acido possono influenzare la funzionalità renale, la densità ossea e persino la massa muscolare, soprattutto con l’avanzare dell’età.
Alcalinizzazione: cosa significa davvero e quando ha senso intervenire
Un sostegno ai processi naturali, non una “correzione artificiale”
Il concetto di alcalinizzazione non va interpretato come l’idea di “alzare il pH del sangue”, bensì come un aiuto al corpo per ridurre il carico acido sistemico e migliorare la capacità dei sistemi tampone di funzionare correttamente.
Alcalinizzare significa:
- migliorare l’apporto di minerali alcalinizzanti
- favorire un migliore equilibrio tra proteine animali e vegetali
- sostenere reni e metabolismo nella gestione delle scorie acide
Uno stile alimentare equilibrato, ricco di frutta, verdura e fibre, rappresenta la base. Ma non sempre basta, soprattutto in persone con alimentazione disordinata, forte stress, scarso riposo o elevato impegno muscolare.
Ed è proprio in questi casi che possono risultare utili integratori specifici per alcalinizzare l’organismo e favorire un fisiologico equilibrio acido-base.
ALKACELL: il supporto nutraceutico del dott. Casati
Perché nasce e come si inserisce in un approccio integrato
ALKACELL non è pensato per “modificare” artificialmente il pH del sangue, ma per sostenere i processi fisiologici che il corpo utilizza ogni giorno per mantenere stabile il proprio equilibrio.
La formulazione è stata sviluppata per:
- favorire la compensazione del carico acido
- supportare reni e metabolismo nell’eliminazione delle scorie
- contribuire al riequilibrio minerale
- accompagnare un’alimentazione ad alto contenuto proteico
- sostenere chi pratica attività sportiva intensa
Il dottor Casati evidenzia come ALKA-CELL rappresenti uno strumento che si integra perfettamente in un percorso nutrizionale personalizzato, soprattutto nei periodi di maggiore stress fisico o mentale.
Questo approccio si ritrova anche in altri contenuti, come:
“Stanchezza cronica: quando il corpo non riesce più a recuperare”
Quando considerare un supporto nutraceutico
Un nutraceutico come ALKACELL può essere utile quando:
- l’alimentazione è ricca di proteine animali o alimenti industriali
- si pratica attività sportiva intensa
- si percepisce affaticamento muscolare o tendenza ai crampi
- si hanno sintomi compatibili con un eccesso di carico acido
- l’obiettivo è ridurre l’infiammazione di basso grado
In questi casi, sostenere l’equilibrio acido-base significa migliorare l’efficienza cellulare e ottimizzare i tempi di recupero.
Quando rivolgersi ad un professionista
Alcune circostanze richiedono una valutazione personalizzata, soprattutto in presenza di:
- patologie renali
- disturbi metabolici
- alimentazione fortemente sbilanciata
- uso di farmaci specifici
Un confronto con un nutrizionista o un medico permette di impostare un percorso calibrato, sicuro ed efficace.
Conclusioni
L’equilibrio del pH non è un’astrazione teorica, ma un pilastro reale della nostra fisiologia. Più che “rendere alcalino il corpo”, la vera sfida è sostenere i sistemi che lavorano ogni giorno per mantenere un pH stabile e ottimale.
In questa prospettiva, uno stile alimentare equilibrato, un livello di stress adeguatamente gestito e, quando utile, un supporto nutraceutico come ALKA-CELL, possono contribuire al benessere complessivo e alla capacità del corpo di adattarsi alle richieste della vita moderna.
Fonti
- New England Journal of Medicine – Acid-base balance
https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMra1300942 - Journal of Renal Nutrition – Dietary acid load
https://www.jrnjournal.org/article/S1051-2276(18)30126-3/fulltext - Nutrition Journal – Alkaline diets and health
https://nutritionj.biomedcentral.com/articles/10.1186/1475-2891-13-15 - PubMed – Acid-base homeostasis
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20664576/ - Kidney International – Impact of dietary acid load
https://www.kidney-international.org/article/S0085-2538(15)60542-6/fulltext
FAQ
- La dieta può realmente modificare il pH del sangue?
No, il sangue mantiene valori molto stabili. La dieta influisce invece sul carico acido complessivo. - L’alcalinizzazione è utile per tutti?
È utile quando si vuole ridurre il carico acido e migliorare il funzionamento dei sistemi tampone. - ALKACELL può sostituire una dieta equilibrata?
No, è un supporto che completa uno stile alimentare corretto. - Quali sono i sintomi di un eccesso di carico acido?
Stanchezza, crampi, recupero lento, infiammazione ricorrente, disturbi del sonno. - È necessaria una valutazione professionale?
Sì, soprattutto in presenza di patologie o alimentazione molto sbilanciata.